Giornata del malato. L’imperativo della carità a difesa della vita.
Il Centro Don Orione ha celebrato la XXVII giornata mondiale del malato insieme all’intera comunità savignanese che ha partecipato alla santa messa, officiata dal rettore del santuario Incoronata di Foggia e dal parroco di Savignano, per poi riversarsi nei locali del Centro in cui è stato somministrato il sacramento dell’unzione degli infermi e condividere un momento di convivialità con gli ospiti della Casa. Unico neo, l’impossibilità di dare corso alla prevista fiaccolata per le strade del paese a causa del maltempo che ha imperversato nella giornata.
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Con le parole di Gesù in Mt 10,8 che segnavano il tema della XXVII giornata mondiale del malato, è iniziata la celebrazione eucaristica officiata da don Ugo Rega, rettore del santuario Incoronata di Foggia, e don Marco Ulto, parroco di Savignano Irpino. Le stesse parole utilizzate nell’omelia come filo conduttore di un discorso in cui don Rega ha richiamato il miracolo di Lourdes sottolineando come l’atmosfera instauratasi in quel momento fosse assimilabile a quella che i pellegrini sperimentano presso il santuario francese.
Naturalmente il discorso si è soffermato sulla persona di san Luigi Orione quale una delle tante figure di cristiani che hanno vissuto in modo eroico l’urgenza della dedizione al Cristo sofferente presente nei poveri, nei malati, negli abbandonati. La cura dei malati, infatti – ha ricordato don Rega – costituisce un punto fermo della storia della Chiesa, che si fa presenza viva in ogni luogo dove l’uomo chiede aiuto, e la storia di don Orione in questo può essere intesa come paradigma della misericordia divina che attraverso l’accoglienza si pone a difesa della vita umana.
Quest’anno, ancor più che in passato, l’intera comunità si è stretta attorno ai propri malati cogliendo l’occasione della celebrazione che il Centro, ogni anno, nella giornata consacrata alla Madonna di Lourdes dedica con particolare solennità ai suoi ospiti che vivono la prova della sofferenza. In chiesa le rappresentanze delle diverse realtà associative di volontariato impegnate nelle svariate attività di sostegno sociale (Protezione civile, Assistenza sanitaria), insieme alle autorità pubbliche (Amministrazione comunale, Arma dei Carabinieri) hanno fatto da corona all’assemblea per testimoniare un impegno di servizio all’uomo nelle varie forme, che si dispiega in maniera speciale nei momenti di maggiore fragilità. Ad essi, il direttore del Centro nei saluti finali, ha voluto tributare un sentito ringraziamento per il costante impegno che quotidianamente profondono a salvaguardia della sicurezza e della salute dei cittadini. Ed in proposito, a suggello della giornata, ha voluto ricordare, sulla scorta del messaggio del Papa, che la natura creaturale dell’uomo, di per sé stessa soggetta a caducità, richiama tutti alla responsabilità della solidarietà verso ogni tipo di sofferenza.
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