Giornata Mondiale contro gli Abusi sugli Anziani: l’impegno dell’Opera Don Orione per una vita dignitosa e serena
L’invecchiamento della popolazione è una conquista di civiltà, ma porta con sé sfide umane e assistenziali che non possono essere ignorate. Istituita dall’ONU nel 2011, questa ricorrenza accende un faro su abusi che spesso si consumano nel silenzio: violenze fisiche, psicologiche, economiche, ma anche l’abbandono e l’isolamento sociale. Proteggere la terza età dagli abusi non significa solo vigilare contro le violenze fisiche, ma anche garantire che ogni individuo possa trascorrere gli ultimi anni della propria vita circondato da rispetto, professionalità e affetto.
Il 15 giugno si celebra la Giornata Mondiale contro gli Abusi sugli Anziani (World Elder Abuse Awareness Day), un’importante ricorrenza istituita dall’ONU nel 2011 per accendere i riflettori su un fenomeno drammatico e spesso invisibile. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), quasi il 16% delle persone sopra i 60 anni subisce una qualche forma di maltrattamento, che si tratti di violenza psicologica, fisica, economica o di una devastante condizione di isolamento e abbandono.
I maltrattamenti contro la popolazione anziana si consumano frequentemente all’interno delle mura domestiche o in contesti assistenziali privi di controlli e di calore umano. L’OMS definisce l’abuso come “ogni atto, singolo o ripetuto, o la privazione di un’azione appropriata, che si verifichi all’interno di una relazione in cui vi sia un’aspettativa di fiducia, e che causi danno o angoscia”.
In Italia gli anziani rappresentano circa un quarto della popolazione. Il dato, destinato ad aumentare per il futuro, da tempo chiama tutti ad una riflessione approfondita al fine di predisporre, nella società che si va prospettando, modelli di vita capaci di assicurare protezione e dignità alla persona che affronta la parte più fragile della propria esistenza.
Contrastare l’ageismo e promuovere la dignità dell’invecchiamento richiede un impegno globale, ma la vera differenza si fa sul territorio, grazie a modelli assistenziali virtuosi incentrati sul rispetto della persona.
La celebrazione di questa giornata per la congregazione orionina è un modo di rinnovare un patto di alleanza con le famiglie e il territorio. Proteggere gli anziani significa garantire loro il diritto a una vita ricca di affetto, rispetto e cure professionali d’avanguardia.
Di fronte all’indifferenza e alla fragilità, la missione dell’Opera Don Orione si fa cura concreta. Fin dal 1969, il Centro di Savignano Irpino nell’anelito che incarna lo spirito del fondatore, San Luigi Orione accoglie ogni persona fedele al suo monito: “La porta delle nostre case non domanderà a chi entra se abbia un nome, ma soltanto se abbia un dolore”.
La struttura non si limita a erogare prestazioni sanitarie, ma combatte l’isolamento e il decadimento della terza età attraverso un modello che mette la persona, e non la sua patologia, al centro dell’universo assistenziale.
All’interno della Residenza, la lotta contro ogni forma di negligenza o emarginazione si traduce in azioni tangibili volte a stimolare e proteggere gli ospiti mediante innanzitutto un approccio multispecialistico che vede un’equipe medica integrata affrontare le problematiche fisiche, cognitive e psicologiche. In un contesto ambientale sereno e confortevole le persone residenti trovano attenzione alle loro necessità in un’ottica di rafforzamento della qualità della vita, pur nelle condizioni che ciascuno vive.
Sempre in risposta alle crescenti necessità del territorio, la struttura da qualche tempo sta sviluppando un progetto per l’attivazione di un polo specialistico dedicato all’Alzheimer.

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