L’eredità del Covid-19: come la pandemia ha cambiato la nostra salute e la società
È stato pubblicato recentemente sulla rivista internazionale Frontiers in Public Health, un articolo scientifico relativo all’indagine nazionale sull’impatto dell’infezione da COVID-19 nelle strutture residenziali italiane per anziani e persone con disabilità.
Il lavoro, dal titolo “A national survey on COVID-19 infection in Italian retirement homes for older adults and persons with disabilities”, è frutto dello sforzo congiunto e della preziosa collaborazione di molti centri che hanno preso parte alla compilazione del questionario tra il 2023 e il 2024. Le strutture partecipanti – tra cui anche il Centro Medico Sociale Don Orione di Savignano Irpino – sono regolarmente riportate nell’articolo e incluse nel gruppo definito “Italian retirement homes for older adults and persons with disabilities (RHOAD)”.
L’articolo descrive una fotografia significativa delle sfide organizzative, gestionali e cliniche affrontate in Italia dalle residenze per anziani e disabili, durante le diverse fasi della pandemia (2020-2021).
Tende a mettere in risalto, tra l’altro, come sono state affrontate le numerose difficoltà organizzative e assistenziali, soprattutto nella prima fase dell’emergenza evidenziando la poca informazione operativa, la carenza di personale, nonché le difficoltà di isolamento dei casi positivi e i problemi associati al trasferimento degli ospiti in ospedale.
Si registra che nel 2021 alcune criticità sono diminuite, ma l’isolamento dei contagiati e la gestione dei trasferimenti sono rimasti punti deboli.
Per garantire la continuità dei rapporti con famiglie e caregiver, quasi tutte le strutture hanno adottato videochiamate e telefonate, mentre la maggior parte ha anche ripristinato le visite in presenza con misure di sicurezza. Sul piano clinico, è stato molto diffuso l’uso di protocolli scritti per i casi sospetti o confermati di COVID-19, ma non sono mancati problemi nella gestione interna dei residenti e nel monitoraggio di pratiche come le contenzioni fisiche.
Oggi, ad oltre un lustro di distanza, il virus è diventato endemico e la sua gestione è passata dall’emergenza alla routine. Sebbene abbia causato una contrazione del PIL e milioni di morti, la crisi ha stimolato l’innovazione scientifica e spinto il Ministero della Salute ad aggiornare le strategie sanitarie.
La lezione più tangibile è stata la rapidità nello sviluppo dei vaccini e delle terapie, che hanno trasformato una minaccia letale in una malattia gestibile per la maggior parte della popolazione. La pandemia ha evidenziato poi l’importanza di reti infettivologiche coordinate e il rilievo della digitalizzazione. A livello nazionale, il Governo italiano ha varato il nuovo Piano Pandemico, un documento strutturato per non farsi trovare impreparati di fronte a future emergenze respiratorie.
Dal punto di vista sociale ed economico, i lasciti sono complessi. Se da un lato l’esperienza ha accelerato la modernizzazione e lo smart working, dall’altro ha lasciato un segno profondo sulla salute mentale, sul capitale umano e sulle disuguaglianze globali. Inoltre, ha messo a nudo la fragilità dei sistemi ospedalieri, spingendo le strutture a ripensare l’assistenza territoriale per garantire la continuità dei servizi.
Il Covid-19 ha cambiato radicalmente il nostro rapporto con la salute pubblica, rendendo comuni concetti come il tracciamento, la ventilazione degli spazi e la vaccinazione mirata. Il virus circola ancora, ma oggi la società dispone delle conoscenze e degli strumenti per proteggere i soggetti fragili, affrontandolo con la stessa consapevolezza riservata ad altre malattie infettive stagionali.
Per il futuro, quel che si raccomanda è un potenziamento della medicina territoriale, una vera implementazione delle piattaforme digitali ai fini di un monitoraggio epidemiologico puntuale, nonché una ragionata flessibilità delle strutture di ricovero. Ma più di tutto si invoca che i piani pandemici non rimangano sulla carta ma si traducano in strumenti concreti, da maturare tra gli operatori con una formazione continua sulla gestione dei rischi.
L’articolo è disponibile in modalità Open Access al seguente link: Frontiers | A national survey on COVID-19 infection in Italian retirement homes for older adults and persons with disabilities

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