CONVEGNO ORIONINO INTERNAZIONALE DELLE OPERE DI CARITA’ MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA, 22-26 OTTOBRE 2014 COMUNICATO STAMPA N. 3 DEL 25/10/2014
Nella sua terza giornata, illuminata da un caldo sole autunnale, il convegno ha meditato sul rapporto tra nuova evangelizzazione e carità, secondo la relazione dettata da Don Paolo Asolan, professore di Teologia pastorale all’Università Lateranense.
Don Paolo ha introdotto il tema, anticipando ai presenti che la sua relazione avrebbe fornito degli spunti per ispirare la loro vita nella Chiesa, per evitare di essere cristiani tiepidi, senza il fuoco della carità.
Il tempo di crisi che ci accompagna si pone come occasione propizia, tempo di conversione, che ci interpella come battezzati a cercare le risposte non nell’adattamento, ma nella novità, nella “fantasia della carità”, secondo la felice definizione di Giovanni Paolo II. Senza indugiare in una ricerca di soluzioni, in un’analisi complessa, nell’attesa di fondi o di aiuti, noi siamo già lo strumento della carità, adesso, nel luogo dove ci troviamo a vivere. La carità che rende presente Dio, che entra nel mondo e lo cambia, siamo noi, oggi.
Continuando, il relatore ha affermato con calore quanto la carità non sia una cosa del passato, che riguarda solo i santi come Vincenzo de’ Paoli o don Orione: perché, se tra 50 anni dovessimo parlare del carisma di don Orione o di come la Chiesa ha interpretato il mandato della carità, bisognerebbe fare la nostra storia.
Qual è dunque la sfida che questo tempo lancia alla famiglia orionina, che cerca di vivere e di rendere vivo il motto del Fondatore “Caritas Christi urget nos”? ha chiesto ai presenti don Paolo. Il carisma di Don Orione non può vivere solo dentro i suoi istituti, deve uscire fuori, deve essere fatto circolare nella Chiesa, deve entrare nella vita delle parrocchie, per testimoniare con le parole e con i gesti che Dio è nel mondo, che Dio agisce nel mondo, che è amore.
Sollecitata dalle suggestioni del relatore, il quale ha chiesto non domande ma uno scambio di risonanze, la platea ha risposto con molteplici interventi e testimonianze. Ne è sorto un fecondo dialogo che don Paolo ha cucito con amorevole sapienza.
La ricerca della carità ardente che brilla nello sguardo di Don Orione è continuata nel pomeriggio, con un itinerario carismatico, partito dalla casa natale di Pontecurone, per poi approdare a Tortona, con la visita al Paterno, e concludersi in preghiera davanti all’urna del Santo, all’ombra della Madonna della Guardia. Per alcuni si è trattato di un ritorno, per molti, provenienti dai Paesi più lontani, è stata la prima volta in cui hanno potuto vedere i luoghi teatro di episodi conosciuti solo sui libri. Difficile esprimere con le parole l’emozione, il raccoglimento e la commozione che tutti i partecipanti hanno vissuto in questo cammino della memoria, vissuto insieme a Don Orione.
Related Posts
-
Giornata degli Anziani 2026: il messaggio di speranza di Papa Leone XIV
-
Povertà in Italia: Una condizione persistente che cresce sempre di più
-
Giornata Mondiale contro gli Abusi sugli Anziani: l’impegno dell’Opera Don Orione per una vita dignitosa e serena
-
San Luigi Orione: un cuore solo e un’anima sola con i poveri
Leave a Reply