Ut unum sint. Settimana di Preghiera per l’Unità del Cristiani
“Ci accolsero con gentilezza” è il tema della Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani 2020, scelto ed elaborato dalle chiese cristiane di Malta. Il tema di quest’anno interroga i cristiani sull’accoglienza ed invita a crescere non solo nell’ospitalità reciproca tra cristiani di diverse confessioni, ma verso coloro che, per scampare a guerre, disastri naturali e povertà, affrontano viaggi per terra e per mare altrettanto pericolosi”.
La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani prende ispirazione da un’intuizione di Paul Wattson, religioso episcopaliano statunitense, che nel 1908 avviò la pratica di dedicare una settimana di preghiera per l’unità dei cristiani da celebrarsi tra il 18 e il 25 gennaio. Dal 1968 la celebrazione è stata accolta anche in ambito cattolico dopo il sigillo impresso dal Concilio Vaticano II. Molti progressi, da allora, si sono compiuti ed oggi si può constatare come le Chiese, in alcuni temi fondamentali per il mondo contemporaneo, come le migrazioni e la salvaguardia del creato abbiano sviluppato un percorso comune in intenti e azione.
Oggi la cooperazione fra chiese anglicane, protestanti, ortodosse e cattoliche nella preparazione e nella celebrazione della Settimana di preghiera è una preziosa realtà. E già un segno dell’efficacia della preghiera.
La settimana di preghiera, infatti, testimonia sete di comunione e di dialogo. Le celebrazioni nelle diverse Chiese cristiane offrono opportunità di incontro, di conoscenza, con l’intento di riconoscersi come fratelli in un identico percorso di fede. Il processo ecumenico richiama alle parole di Gesù nel vangelo giovanneo “ut unum sint”: che tutti siano una cosa sola.
Il tema di quest’anno“Ci trattarono con gentilezza” si focalizza sulla tragedia dei migranti e sul tema dell’accoglienza. Il brano degli Atti degli Apostoli scelto come tema della Settimana di preghiera di quest’anno richiama alla memoria il naufragio di san Paolo presso le coste di Malta, quando l’Apostolo e i suoi compagni, colti da una terribile tempesta, vennero soccorsi dagli abitanti dell’isola.
Ai nostri giorni sono numerose le persone che affrontano sullo stesso mare gli stessi terrori affrontati da Paolo e dai suoi compagni. Da varie regioni del mondo, molti uomini e donne intraprendono dei viaggi ugualmente pericolosi per terra e per mare, per fuggire da catastrofi naturali, da guerre e povertà. Anche la loro vita è alla mercé di forze immense e della fredda indifferenza, di avversità non solo naturali, ma anche politiche, economiche ed umane.
Anche la Congregazione di don Orione, fortemente impegnata sui temi dell’ecumenismo incoraggia le varie comunità a trovare opportunità in tutto l’arco dell’anno per pregare insieme per il raggiungimento della piena unità con l’impegno concreto di ciascuno.

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