Una Chiesa in uscita. Ottobre 2019: Mese missionario straordinario.
Cogliendo l’occasione del centenario della Lettera apostolica “Maximum Illud” emanata da Benedetto XV, al termine del primo conflitto mondiale, per ridare spessore evangelico alla missione nel mondo – specialmente presso il clero – e recuperare una visione universalistica della Chiesa offuscata da quei nazionalismi imperialistici che tanto dolore avevano causato, Papa Francesco ha indetto per l’ottobre di quest’anno un mese missionario straordinario, proponendo una riflessione sul tema: “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”.
Nel messaggio per la giornata missionaria che si celebrerà il 20 ottobre, il Papa ricorda che cento anni fa fu “l’universale destinazione della salvezza offerta da Dio in Gesù Cristo” a portare Benedetto XV “ad esigere il superamento di ogni chiusura nazionalistica ed etnocentrica, di ogni commistione dell’annuncio del Vangelo con le potenze coloniali, con i loro interessi economici e militari”. Nella Lettera apostolica Maximum illud, del 23 novembre 1919, quel Pontefice ribadiva con fermezza che l’universalità della Chiesa “esige l’uscita da un’appartenenza esclusivistica alla propria patria e alla propria etnia”.
Francesco, quindi, nel suo messaggio riprende dicendo che “Anche oggi la Chiesa continua ad avere bisogno di uomini e donne che, in virtù del loro Battesimo, rispondono generosamente alla chiamata ad uscire dalla propria casa, dalla propria famiglia, dalla propria patria, dalla propria lingua, dalla propria Chiesa locale. Essi sono inviati alle genti, nel mondo non ancora trasfigurato dai Sacramenti di Gesù Cristo e della sua santa Chiesa. Annunciando la Parola di Dio, testimoniando il Vangelo e celebrando la vita dello Spirito chiamano a conversione, battezzano e offrono la salvezza cristiana nel rispetto della libertà personale di ognuno, in dialogo con le culture e le religioni dei popoli a cui sono inviati”.
L’intento del Pontefice, nell’indire questo mese straordinario di preghiera e di riflessione, è chiaramente quello di ridare spazio all’annuncio del Vangelo attraverso una rinnovata azione missionaria secondo quanto già espresso anche nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium: “L’azione missionaria è il paradigma di ogni opera della Chiesa” (EG 15). “Esso – scrive infatti Francesco nella lettera di indizione – risponde al perenne invito di Gesù: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura»(Mc 16,15). Aderire a questo comando del Signore non è un’opzione per la Chiesa: è suo «compito imprescindibile», come ha ricordato il Concilio Vaticano II, in quanto la Chiesa «è per sua natura missionaria»”. Tornando sul tema, in altra circostanza, Francesco ha esortato tutti “a vivere la gioia della missione testimoniando il Vangelo negli ambienti in cui ciascuno vive e opera” e “sostenere con l’affetto, l’aiuto concreto e la preghiera i missionari partiti per annunciare Cristo a quanti ancora non lo conoscono”.
Il papa, nella lettera, ha infine tracciato il cammino da percorrere per vivere con intensità e pienezza questo speciale momento spirituale. Infatti, in chiusura scrive: “Il Mese missionario straordinario sia occasione di grazia intensa e feconda per promuovere iniziative e intensificare in modo particolare la preghiera – anima di ogni missione – l’annuncio del Vangelo, la riflessione biblica e teologica sulla missione, le opere di carità cristiana e le azioni concrete di collaborazione e di solidarietà tra le Chiese, così che si risvegli e mai ci venga sottratto l’entusiasmo missionario”.

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