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A 150 anni dalla nascita. Celebrare don Orione intensificando la sua Opera in Irpinia

Domenica 24 luglio: una giornata speciale a Savignano, a conclusione dei lavori di ampliamento del Centro, con la realizzazione della nuova ala che porterà un raddoppio della superficie della struttura e una capacità di accoglienza fino a cinquanta posti letto. Una giornata speciale, tuttavia, che per l’occasione ha celebrato anche il 150° anniversario della nascita di don Orione coinvolgendo l’intero paese in diverse manifestazioni commemorative, in cui sia dalle parole del Vescovo nella celebrazione eucaristica, sia da quelle del Sindaco, durante l’inaugurazione, sono emersi i sentimenti di gratitudine per il servizio che da oltre cinquanta anni il Centro offre alle comunità dell’Irpinia.

In occasione del cinquantesimo del nostro Istituto, è stato inaugurato un nuovo reparto.  Una serie di eventi ha caratterizzato la giornata del 24 luglio: alle ore 11,30, il vescovo Sergio Melillo, ha presieduta la Santa Messa, nella Chiesa Madre, presente anche il Direttore Provinciale, don Giovanni Carollo ed altri confratelli in onore al 150° anniversario della nascita di don Orione. Alle ore 19,30 – dopo alcuni interventi – è stato tagliato il nastro di rito e si sono scoperte alcune targhe nei nuovi reparti per ricordare i benefattori che hanno aiutato la costruzione della nuova ala del Centro di Savignano.

Il primo appuntamento della giornata, però, è stato alle ore 10 nell’auditorium di Savignano, dove don Achille Morabito ha tenuto una conferenza sul tema: L’eredità di don Orione.

Alla luce della vicenda personale del Fondatore (famiglia, tappe formative [francescani di Voghera, don Bosco, seminario di Tortona], e alla luce del contesto sociale, politico e religioso di fine Ottocento e inizio Novecento, don Achille ha evidenziato alcuni aspetti del carisma, attualizzandoli nel presente. Don Orione stesso, scrivendo a don Gaetano Piccinini – “Dall’Oceano, in viaggio dal Brasile all’ Argentina, il dì 11 novembre 1921” – diceva che la sua eredità “più dolce” era l’amore alla Santa Chiesa di Dio e al Papa. In questo momento della vita ecclesiale (e non solo ecclesiale), don Orione starebbe vicino a Papa Francesco, senza «se» e senza «ma», non solo in quanto Papa, ma soprattutto per la sensibilità verso i poveri, gli ultimi, gli scartati.

Dopo aver rimarcato altri aspetti del carisma – in modo particolare la rilettura del Fondatore fatta da padre Divo Barsotti: “Gesù è veramente il cuore di tutta la spiritualità orionina. Non si può accettare il suo amore per i poveri o per il Papa se prima di tutto non si afferma il suo amore per Gesù” – si è messa in evidenza la capacità di don Orione nel leggere i segni tempi. E, a questo proposito, sono state ricordate le sue espressioni famose sulla democrazia, sul proletariato, sul femminismo. A conclusione dell’intervento don Achille ha voluto sintetizzare la figura del santo della carità con queste parole: “Don Orione ha viaggiato molto, con treni, navi e anche aerei, ma i viaggi più decisivi sono stati quelli «verso le persone» (…) Noi siamo figli di questa storia. Ora tocca a noi continuare a seminare, costruire, scrivere nuove pagine, sempre fedeli al carisma di Don Orione, creativi nell’intercettare le necessità del presente, pronti e capaci di leggere i segni dei tempi”.

Così, è sul solco di questa storia che si innesta la vicenda del Centro di Savignano, che a cinquanta anni dalla sua apertura si rinnova per offrire nuovi spazi e nuovi servizi ad un territorio di frontiera – come può essere oggi l’entroterra del sud di questa Italia dalle molte tribolazioni. Nella presentazione, Fabrizio Lanciotti responsabile della struttura dopo aver ringraziato tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, ha illustrato le ragioni dell’intervento e l’idea che ha guidato le scelte architettoniche e tecnologiche a cui ha dato buona base il recupero della lezione haideggeriana sul concetto di abitare come espressione dell’aver cura. Oltre al potenziamento del reparto riabilitativo, infatti, con la messa in funzione della nuova ala sarà possibile ampliare la residenza assistita per anziani e in particolare costituire un nucleo dedicato alle patologie neuro degenerative come Alzheimer e demenze. A tal riguardo, il direttore, di fronte ad una platea in cui si riconoscevano le presenze di molti rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Campania e Puglia, ha annunciato che il Centro sta elaborando un progetto avanzato, guidato da un team di esperti e cultori della materia che, attraverso ricerca osservazionale integrata e cure, permetterà di assistere i nostri ospiti con tecniche basate sui principi della multi modularità nella cura dei disturbi cognitivi primari e secondari dell’età adulta e dell’infanzia, secondo modalità aderenti alle più recenti linee guida internazionali in tema di riabilitazione. Una collaborazione foriera di ampie prospettive, per un servizio sempre più attento alla persona nei suoi diversi aspetti, affinché la dignità della vita sia salvaguardata in ogni momento e in ogni condizione.

La lunga giornata si è conclusa con un concerto serale, ad opera del quartetto “Archimia” di Milano, che il Centro ha offerto alla comunità irpina come conclusivo atto commemorativo della figura di don Orione nel suo 150° anniversario di nascita.

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